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Riabilitazione frattura gomito

Le fratture di gomito sono eterogenee ed ognuna va trattata in maniera diversa. Il trattamento iniziale può essere l’immobilizzazione con apparecchio gessato o l’intervento chirurgico (Ovviamente questa scelta compete al chirurgo ortopedico). In Italia le fratture del gomito sono circa L’1% delle fratture totali ed il danno all’osso spesso si associa a quello delle strutture legamentose.

Il problema principale riguarda la riduzione dell’articolarità che è molto frequente, specialmente in fratture trattate chirurgicamente; per questo ultimamente si tende ad immobilizzare l’articolazione per meno tempo e iniziare precocemente la mobilizzazione che deve essere cauta ed adeguata alle condizioni cliniche del pz.

Infatti si è visto come il grado di rigidità sia correlato alla gravità e dell’infortunio e alla durata del periodo di immobilizzazione. È importante fin da subito educare il pz a compiere movimenti attivi a carico delle limitazioni limitrofi non interessate all’immobilizzazione.

Il focus iniziale è quello di recuperare articolarità, soprattutto in estensione del gomito in quanto la perdita di questo movimento produce un deficit funzionale significativo. Una volta che si recupererà un po’ di estensione ci si concentrerà anche sulla flessione. Allo stesso tempo si inizierà a recuperare la forza muscolare dei muscoli intorno all’articolazione.

Può essere fondamentale l’utilizzo della tecar: per distendere i tessuti muscolari e connettivi che tendono a retrarsi nel periodo di immobilizzazione, per ridurre il dolore e per aiutare nel drenaggio in caso di gonfiore.

In caso di difficoltà a recuperare i movimenti gli esercizi in acqua possono essere un valido alleato, non solo del gomito ma anche della spalla e di tutto l’arto, perché ti senti protetto e riesci a svolgere gli esercizi con la sensazione di avere l’arto superiore accompagnato e sostenuto dall’acqua.