Onde d’urto radiali

Cosa sono le onde d’urto radiali?

Sono onde acustiche ad alta energia, ovvero impulsi sonori, in grado di produrre una stimolazione meccanica diretta; esse trasmettono una quantità di energia dosabile, in grado di sortire precisi effetti terapeutici.

In quale patologie possono essere utilizzate?

Tessuti ossei

  • Ritardi di consolidamento delle fratture/pseudoartrosi
  • Osteonecrosi in stadi precoci
  • Fratture da stress
  • Algoneurodistrofia
  • Osteocondrite dissecante in stadi precoci dopo la maturità scheletrica

Patologie dei tessuti molli

  • Condrocalcinosi gomito, anca, ginocchio
  • Rigidità articolare di spalla (Capsulite adesiva), gomito, anca e ginocchio
  • Calcificazioni e ossificazioni
  • Miositi ossificanti
  • Fibromatosi di muscoli, legamenti, fasce

Tendinopatie dei tessuti molli

  • Tendinopatia con o senza calcificazioni di spalla
  • Epicondilite laterale di gomito (gomito del tennista)
  • Epitrocleite (“gomito del golfista”)
  • Tendinopatia trocanterica
  • Tendinopatia della zampa d’oca
  • Tendinopatia post-traumatica di ginocchio
  • Tendinopatia rotulea
  • Tendinopatia Achillea
  • Fascite plantare e “sperone calcaneale”

CONTROINDICAZIONI

  • Infezione acuta dei tessuti molli/ossa
  • Malattie primarie perniciose
  • Epifisiolisi (lesione della cartilagine di coniugazione della epifisi femorale con distacco della epifisi dalla metafisi) nel punto focale
  • Malattie della coagulazione del sangue
  • Gravidanza
  • Pazienti con pacemaker
  • Tessuto polmonare nel punto focale
  • Cervello, midollo spinale, grandi nervi nel punto focale (neurocranio, colonna vertebrale, costole)

Come agiscono le onde d’urto radiali?

Il meccanismo d’azione è molto complesso e ancora in fase di studio. Le onde d’urto agiscono in modo diverso a seconda del tessuto patologico che vanno a trattare (ossa, tessuti molli, cute). In generale stimolano l’attivazione dei naturali processi biologici di riparazione.

Quando i tessuti viventi (osso, muscolo, tendini, legamenti…) vengono attraversati dall’onda d’urto, subiscono una sorta di benefico “micro-idromassaggio”, in grado di promuovere una serie di reazioni biochimiche e cellulari, responsabili dell’effetto terapeutico. Per esempio in caso di calcificazioni tendinee, il meccanismo che può portare alla loro scomparsa, dopo trattamento con onde d’urto, non è legato ad un’azione meccanica diretta (di “rottura”), bensì ad un loro scioglimento, per attivazione di processi biochimici locali.

Gli studi clinici e sperimentali degli ultimi anni sono stati rivolti a capire il meccanismo sorprendente per cui da una stimolazione puramente meccanica (onda d’urto) si possano ottenere effetti biologici. Tali effetti biologici (antinfiammatorio, antidolorifico, antiedemigeno, e di incremento della vascolarizzazione locale, così come dei processi di riparazione tissutale), sarebbero legati all’attivazione di specifiche catene enzimatiche, nonché alla produzione di specifici mediatori e fattori di crescita, responsabili, in ultima analisi, degli effetti terapeutici.

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DOMANDE FREQUENTI

Il trattamento fa male?

Durante il trattamento si può avvertire dolore (come no) a seconda della natura del problema e della propria soglia del dolore. Tuttavia, poiché i trattamenti durano pochi minuti la maggior parte dei pazienti è in grado di tollerare abbastanza bene questa sensazione. Inoltre, è possibile regolare l’intensità del trattamento all’inizio e durante ogni sessione per consentire l’effetto analgesico.

 

Sentirò male dopo il trattamento?

Molti pazienti avvertono un immediato sollievo dopo il trattamento. Tuttavia, si può avvertire indolenzimento a livello della zona trattata; questo dolore è comunque generalmente molto tollerabile e può durare da poche ore a diversi giorni.

 

Devo stare a riposo mentre eseguo le sedute di onde d’urto?

Dipende dalla patologia. In genere si consiglia ai pazienti di astenersi da ogni attività fisica, soprattutto quelle che interessano la zona trattata, per 48 ore dopo il trattamento.

 

Quanti trattamenti si devono fare e a quale distanza uno dall’altro?

Ogni sessione di trattamento dura 3-6 minuti tuttavia il fisioterapista avrà bisogno di più tempo per individuare i punti da trattare. La maggior parte delle condizioni richiede 3-5 sessioni ma non è un dogma e in alcuni casi sarà necessaria qualche seduta in più o un ciclo aggiuntivo. I trattamenti vengono effettuati  circa ogni 5-7 giorni, in base alla tolleranza del paziente e alla risposta del tessuto.

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